Giornata intensa al Uasi Camp

02 September 2026Tutorial

PREMESSA OPERATIVA

La giornata di ieri si è caratterizzata per una divisione operativa del collettivo UASI. Gix ha effettuato un trasferimento logistico presso la dimora originaria, quella che stiamo progressivamente svuotando, per recuperare ulteriori oggetti da destinare al mercato dell'usato e per concludere alcune vendite di persona, consegnando direttamente gli oggetti agli acquirenti. Handy, rimasta al Uasi Camp, ha continuato l'inserimento di nuovi prodotti sulle piattaforme, proseguendo l'alleggerimento patrimoniale con metodica costanza.

Solo in serata siamo riusciti a completare la migrazione di vendiamo-tutto sul dominio di primo livello. Da oggi, chiunque voglia sostenerci può acquistare i nostri oggetti direttamente su uasi.it/vendiamo-tutto. Un passo significativo verso l'unificazione del nostro ecosistema digitale e verso la costruzione di un punto di riferimento permanente per chiunque voglia seguirci in questa avventura.

"La migrazione è compiuta. Ora il nostro grimaldello digitale ha una nuova casa, più solida e più nostra."

OSSERVAZIONI SUL CAMPO

La pioggerellina che si è abbattuta sul Uasi Camp ha purtroppo impedito l'apertura del cantiere. I lavori al camper hanno subito una battuta di arresto, e il collettivo ha dovuto rivedere le priorità operative. La natura, come sempre, non chiede il permesso e non si cura dei nostri programmi. Abbiamo approfittato della pausa forzata per dedicarci ad attività alternative, consapevoli che i tempi del cantiere sono scanditi dalle possibilità operative e non dall'ansia di dover produrre a ogni costo.

Stamattina Gix e Bonny si sono svegliati di buon'ora. Handy è ancora in tenda, approfittando di un meritato riposo dopo una giornata passata a inserire annunci e a gestire le vendite. La prima missione della mattinata, come ormai da copione, è stata quella di ristabilire il giusto grado di igiene nel cesso a secco. Quando si dice "a secco", si dovrebbe intuire che non bisogna inserire liquidi. Al momento non riusciamo a gestire molto bene la frazione liquida, poiché non abbiamo ancora il separatore feci/urine e non siamo ancora riusciti a recuperare il truciolato dal nostro falegname di fiducia, che da quando è tornato dalle ferie sembra impegnato all'esterno della falegnameria, forse per montaggi o chissà cosa, impedendoci di fatto di trovarlo in sede. La gestione del sistema igienico-sanitario resta una delle sfide quotidiane del campo base, un promemoria costante che la civiltà è un traguardo che va conquistato giorno per giorno.

CRITICITÀ ZARPELLONICHE

Oggi controlleremo se la posa del pavimento è andata a buon fine, un'operazione che richiederà precisione e un attento esame delle giunture. E inizieremo a preparare la parete posteriore, un lavoro che si preannuncia complesso e delicato. Si spera che dopodomani, anche con l'aiuto di un grosso grosso amico che ha promesso di darci una mano, possa avvenire la posa del lato esterno del muro sandwich, ovvero la lamiera in alluminio. Uasi sembra essere ad un passo dall'essere chiusa. Non significa certo la fine dei lavori, ma un passo, forse il più difficile, sarà compiuto. Il momento in cui la cellula Mobilvetta tornerà a essere un guscio protettivo, un involucro che ci separa dal mondo esterno e ci accoglie nel nostro spazio.

"Chiudere Uasi non significa aver finito, ma aver superato la soglia più impegnativa. Un traguardo che sembrava lontano e che ora è quasi a portata di mano, un passo che trasforma un relitto in una casa."

IL MISTERO DI BONNY E LA ZUCCA

In queste giornate di pausa forzata, abbiamo avuto modo di osservare un comportamento dell'unità felina Bonny che sfugge a ogni logica e che sta destando serie preoccupazioni nel collettivo. La nostra capo cantiere, da alcuni giorni, ha sviluppato un'inspiegabile attrazione per una zucca posizionata sull'altro lato della stradina di campagna che costeggia il Uasi Camp.

Bonny passa ore a fissare la zucca, a volte accovacciata accanto a lei, a volte semplicemente seduta a osservarla da una distanza di sicurezza. L'incomprensibile desiderio dell'unità felina di tenere compagnia a una zucca è un enigma che il collettivo non riesce a decifrare. Cosa ci sia di così affascinante in un ortaggio arancione e rotondo, per quanto ben formato, è un mistero che probabilmente non avrà mai risposta.

Da un lato non capiamo cosa ci sia di così interessante, dall'altro la preoccupazione è che Bonny, nel suo peregrinare tra le due sponde della stradina, venga schiacciata da un'auto. Per quanto si tratti di una stradina di campagna a bassa percorrenza, è comunque attraversata da una decina di veicoli al giorno — una quantità sufficiente per rappresentare un pericolo concreto per una gatta distratta dalle sue elucubrazioni zuccose.

Continueremo a studiare il comportamento apparentemente insensato di Bonny, sperando di comprenderne le ragioni profonde o, quanto meno, di riuscire a dissuaderla dal suo peregrinare quotidiano verso la zucca. Nel frattempo, il collettivo ha istituito un protocollo di osservazione per monitorare i suoi spostamenti e garantire la sua incolumità.

"Forse la zucca rappresenta per Bonny qualcosa che noi non possiamo vedere. O forse la gatta semplicemente gode della nostra impotenza di fronte a un comportamento che non riusciamo a spiegare. In ogni caso, la zucca non si è ancora lamentata della compagnia."

PROSPETTIVE FUTURE

Come insegna la scienza Zarpellonica, l'arte di costruire senza cognizione di causa sbalorditive strutture mobili e fisse, gli imprevisti sono sempre dietro l'angolo. Il collettivo si prepara ad affrontare le prossime fasi con la consueta miscela di determinazione e capacità di adattamento. Il muro posteriore, la lamiera, il pavimento da controllare, il truciolato che ancora non arriva, e Bonny che continua a fissare una zucca. Tutto questo è il nostro cantiere, la nostra vita, la nostra rivolta silenziosa contro un mondo che vorrebbe tutto ordinato e prevedibile.

Il cantiere prosegue, a piccoli passi, e il sogno di Uasi si nutre anche di queste giornate fatte di pioggia, migrazioni digitali, cessi a secco che ancora non funzionano come dovrebbero e gatte che si innamorano di zucche. Sono queste, forse, le cose che rendono tutto più umano.

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