Issato il vessilo pirata

03 September 2026Tutorial

PREMESSA OPERATIVA

Ieri, durante la meritata pausa che precede la chiusura del cantiere, un nuvolone carico di lampi ha allarmato il Uasi Camp. Il collettivo si è precipitato a chiudere tutto, onde evitare danni al pavimento appena posato, che dopo tante fatiche e peripezie meritava di essere protetto dalle intemperie. Teli, morse, coperture improvvisate: tutto è stato mobilitato in un frenetico quarto d'ora di attività febbrile.

Dopo aver chiuso tutto, naturalmente, non è venuto a piovere. Ma il collettivo ha tratto insegnamento dall'esperienza: meglio essere previdenti, anche a costo di apparire paranoici. La natura, come abbiamo imparato a nostre spese, non avvisa mai prima di colpire.

"Il temporale non è arrivato, ma la prevenzione sì. E forse è proprio questo il segreto per non farsi trovare impreparati."

AIUTI E DONI

La giornata di ieri ha portato anche una piacevole sorpresa: un'amica di Handy ci ha prestato una vaporella per la piegatura del legno, uno strumento che potrebbe rivelarsi fondamentale per l'operazione di oggi. Ma non si è fermata qui: ci ha anche regalato mele, pere e patate del suo terreno, un gesto di generosità che ha rallegrato il collettivo e arricchito la dispensa del Uasi Camp con prodotti genuini e a chilometro zero. Un ringraziamento grande grande a lei, che con questo gesto ha contribuito non solo al cantiere ma anche al sostentamento del personale.

OSSERVAZIONI SUL CAMPO

Nel pomeriggio, dopo lo scampato pericolo meteorologico e i doni della generosa amica, il collettivo ha issato il vessillo pirata sul Uasi Camp. Un gesto simbolico, ma molto gradito dalla capo cantiere Bonny, che ha seguito l'operazione con attenzione e, a giudicare dalle fusa, ha approvato la scelta. Il vessillo sventola ora sopra il campo base, a ricordare che questo è un territorio di ribelli e autonomi, dove le regole le scriviamo noi.

Continuano purtroppo i problemi nella gestione del cesso a secco. Lo sfalcio, non perfettamente secco, e la difficoltà a reperire trucioli di legno stanno mettendo in difficoltà le maestranze. Il sistema igienico-sanitario del campo base, che dovrebbe garantire il giusto grado di civiltà, si sta rivelando una delle sfide più ostinate del progetto. La ricerca di materiale assorbente prosegue, con risultati alterni.

"Il cesso a secco è una sfida quotidiana. Un promemoria che anche le cose più semplici, se non gestite con cura, possono diventare complesse."

PROGRAMMAZIONE OPERATIVA

Oggi il collettivo si prepara ad affrontare una delle fasi più delicate del cantiere: la piegatura dei morali della parete posteriore. L'operazione, che richiederà l'uso della vaporella gentilmente prestata dall'amica di Handy, servirà a far calzare perfettamente i morali al loro posto, adattandosi alla curvatura della cellula. Un lavoro che richiede precisione, pazienza e una buona dose di manualità Zarpellonica.

Questa operazione comporterà una modifica al cronoprogramma: la posa della lamiera di alluminio verrà rimandata per permettere al legno di asciugarsi completamente e mantenere la curva desiderata. Non possiamo rischiare che l'umidità residua comprometta il lavoro o crei problemi futuri. La pazienza, in questo caso, è la chiave per un risultato duraturo.

"Il legno piegato ha bisogno di tempo per ricordare la sua nuova forma. Affrettarsi sarebbe un errore. Aspettare è un atto di rispetto verso il materiale e verso il lavoro fatto."

Frattanto, una notizia che ha rallegrato il collettivo: abbiamo venduto l'Enciclopedia pratica per progettare e costruire. L'acquirente, ignaro della supercazzola che si cela tra quelle pagine, si appresta a scoprire che la conoscenza, a volte, non salva ma inganna. Noi, nel frattempo, continueremo a fare affidamento sul nostro metodo: Zarpellonate e 1 centimetro di abbondanza su ogni taglio. Che, come abbiamo imparato, è sempre meglio di un centimetro di carenza.

"Abbiamo venduto l'enciclopedia. Ora siamo ufficialmente nella fase in cui ci si affida solo alla Zarpellonica pura. E alla costante, preziosa, abbondanza di un centimetro."

CONCLUSIONI E CONSIDERAZIONI

La giornata si apre con il ricordo del falso allarme di ieri, la gratitudine per l'aiuto ricevuto, la soddisfazione per il vessillo issato, le sfide quotidiane del cesso a secco e le prospettive del lavoro sulla parete posteriore. Il cantiere prosegue, tra imprevisti e piccole vittorie, sempre con la consapevolezza che ogni passo, anche il più piccolo, ci avvicina alla meta.

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