La giusta piega

04 September 2026Tutorial

PREMESSA OPERATIVA

La giornata di ieri era stata segnata in rosso sul calendario del collettivo UASI. Dopo settimane di attese e preparativi, sarebbe finalmente arrivato il momento tanto atteso: il Massiccio Amico Zarpellone, esperto di falegnameria, avrebbe dovuto aiutarci a fissare la lamiera della parete posteriore. Un intervento che avrebbe segnato un avanzamento decisivo nel cronoprogramma del restauro.

L'arrivo del Massiccio Amico era stato preceduto da una serie di messaggi entusiasti, da promesse di soluzioni rapide e da una certa attesa che si è poi rivelata, come spesso accade, superiore agli eventi. Perché il cantiere, si sa, ha le sue leggi, e le leggi del cantiere non sempre coincidono con le aspettative.

"Il Massiccio Amico è arrivato, ha guardato, ha valutato e ha annunciato che le cose non sarebbero state semplici. La Zarpellonica, anche quella di alto livello, deve fare i conti con la fisica della materia."

LA SFIDA DELLA PIEGATURA

Il problema tecnico che ha fermato i lavori è emerso subito, chiaro e ineludibile: piegare le assi laterali della parete posteriore, quelle che seguono il profilo curvo di Uasi, si è rivelato più ostico del previsto. Il legno, nella sua naturale resistenza alla deformazione, non intendeva cedere facilmente alla volontà del collettivo.

La camera a vapore costruita da Gix, frutto di ingegno e sperimentazione, non ha dato l'esito sperato. Nonostante i calcoli, le prove e le bestemmie, il vapore non è riuscito a penetrare in profondità come avrebbe dovuto. La camera è stata prontamente smontata, e il collettivo ha seguito gli esperti consigli del Massiccio Amico, che proponeva una soluzione diversa.

La nuova strategia, ben più approssimativa ma di rapido riscontro, consiste nella piegatura a mano libera con abbondanti bagni di vapore direttamente sulle assi, accompagnati da una buona dose di forza bruta e determinazione. Il metodo, seppur meno scientifico, ha mostrato segni di efficacia. Al momento, le assi sembrano proseguire nella giusta direzione. Sapremo solo in serata se l'acrocco avrà piegato le assi, ma siamo fiduciosi.

"La Zarpellonica pura, quella che si basa sul vapore, sulla forza e sulla speranza, ha preso il posto della Zarpellonica tecnologica. E forse, in questo caso, è la strada giusta."

PROGRESSI INATTESI

Nonostante la piegatura ostica, il collettivo ha approfittato della presenza del Massiccio Amico per provare a calzare l'alluminio della parete posteriore. E qui è arrivata la soddisfazione: la lamiera calza alla perfezione, rivelando che la modifica fatta al pavimento per farlo rientrare in sagoma è andata a buon fine. Un segnale positivo, che conferma che il lavoro fatto finora, nonostante le difficoltà, sta procedendo nella direzione giusta.

RIFLESSIONE SUI TEMPI

La lentezza dei lavori, che potrebbe scoraggiare gli spiriti meno pazienti, è stata oggetto di una riflessione da parte di Handy, che ha riscontrato un simile andamento solo durante un viaggio in Senegal. Là, come qui, i tempi si dilatano per venire incontro alla calma, per non stressare il personale e per permettere alle cose di accadere nel loro momento giusto. Una lezione di saggezza che il cantiere sembra aver fatto propria.

"In Senegal, il tempo è un'onda. Sale, raggiunge il picco, scende. E noi, come surfisti della pazienza, impariamo a cavalcarla."

PROSPETTIVE FUTURE

Oggi il collettivo continuerà a fare bagni di vapore alle assi, tenute artisticamente dai morsetti, sperando che prendano la piega desiderata. Il Massiccio Amico tornerà a darci una mano, ma solo dopo le ferie, confidiamo che, con un po' di fortuna e tanta determinazione, il lavoro possa essere completato.

Il cantiere prosegue, tra ostacoli e piccole vittorie, sempre con la consapevolezza che la strada verso la libertà è fatta di passi lenti ma sicuri.

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