PREMESSA OPERATIVA
La giornata al Uasi Camp sta volgendo al termine, e il collettivo si prepara a stendere il resoconto serale delle attività svolte. È stata una giornata di lavori monotoni e di fatica, di quelli che nessuno ama ma che sono indispensabili per il progredire del cantiere. In attesa che le tavole della parete posteriore siano pronte e ben asciutte, ci siamo dedicati a compiti ripetitivi che hanno messo a dura prova le risorse fisiche e mentali del personale.
Mentre Handy stendeva meticolosamente il primer sugli sportelli appartenenti alla mobilia, Gix grattava ossessivamente le parti dei mobili che non andranno smontati. Movimenti ripetuti all'infinito, gesti che si sono susseguiti senza sosta, braccia che si sono mosse in cicli interminabili. Un lavoro che richiede pazienza, costanza e una buona dose di resistenza alla noia.
"Il primer si stende, la vernice si gratta, e il tempo scorre lento come la colla che asciuga. Ma ogni movimento è un passo verso il risultato."
IL KARATE KID DEL CANTIERE
I movimenti ripetuti all'infinito ci hanno portato a ricordare Karate Kid, quel film cult dove un ragazzino viene preso sotto l'ala di un maestro, il signor Miyagi, che lo sottopone a lavori umilianti e ripetitivi. All'epoca, da spettatori, pensavamo che il maestro fosse una carogna e che Daniel San fosse uno sfigato sfruttato. Ma poi il film ci ha insegnato che quei movimenti ripetuti, quei gesti apparentemente senza senso, nascondevano un metodo: la memoria muscolare, la disciplina, la pazienza.
Oggi, con le braccia che dolgono e la schiena che protesta, proviamo una profonda empatia per Daniel San. Come lui, ci ritroviamo a compiere gesti che sembrano non portare a nulla, a lucidare e grattare senza vedere la fine. Ma a differenza sua, il nostro maestro non è un vecchio saggio orientale: è il cantiere stesso, con le sue esigenze, i suoi tempi, le sue lezioni impartite a suon di fatica e sudore. E anche se non abbiamo un Miyagi a guidarci, abbiamo la consapevolezza che ogni gesto ripetuto ha un senso, anche se non è immediatamente visibile.
"Miyagi era una carogna, ma aveva ragione. La ripetizione è la madre della maestria. Anche se, a differenza di Daniel San, noi non avremo un torneo di karate alla fine. Solo un camper finito."
CRITICITÀ FELINA E STRUTTURALE
La mattinata si era aperta con la spricolata Bonny trovata a sonnecchiare sul vecchio e malandato pozzo. Non nuova a queste inquietanti scorribande, l'unità felina ha richiesto un intervento urgente di messa in sicurezza del pozzo onde evitare accidentali cadute. Il pozzo, infatti, è profondo 25 metri, una caduta che anche per una gatta con nove vite sarebbe fatale.
Gix ha provveduto a sistemare una copertura provvisoria, trasformando una potenziale tragedia in un episodio di ordinaria amministrazione Zarpellonica. Bonny, nel frattempo, ha osservato le operazioni con distacco, come se la sua sonnecchiatura sul pozzo fosse stata un gesto volutamente provocatorio per testare la reattività del collettivo.
"Bonny, con la sua scelta di sonnecchiare sul pozzo, ci ha insegnato che la sicurezza non è mai troppa. E che una gatta, anche quando dorme, è sempre in missione."
EPISODIO CULINARIO E GESTIONE DEL CONTESTO SONORO
Nonostante la fatica, Gix ha trovato il tempo per impastare una pizza. L'operazione, che sulla carta sembrava semplice, ha generato un'accesa discussione sulle tecniche di schiacciatura e condimento. La pizza, dopo un acceso dibattito che ha coinvolto l'intero collettivo, verrà completata da Handy, che ha rivendicato il diritto di ultimare l'opera secondo la sua visione culinaria.
Il paese in festa, nel frattempo, ci ha fatto giungere note di opinabile gusto, una colonna sonora non richiesta che minacciava di invadere il silenzio del cantiere. Fortunatamente siamo riusciti a contrastare l'incursione musicale con la cassa bluetooth, ristabilendo il giusto equilibrio sonoro del Uasi Camp.
"La musica del paese in festa era insopportabile. La nostra cassa bluetooth ha ripristinato l'ordine cosmico, e le nostre orecchie hanno ringraziato."
NOTA SULLE IMMAGINI
Il collettivo si scusa con i lettori per le immagini che accompagnano questo post. Le foto sono di repertorio, scattate in giornate precedenti, e non ritraggono le attività di oggi. La stanchezza e la fatica hanno avuto la meglio sulla voglia di documentare, e il telefono è rimasto chiuso in tasca mentre le mani erano impegnate a stendere primer e grattare vernice. Ci scusiamo per l'inganno visivo, ma vi assicuriamo che il sudore versato oggi è stato autentico quanto quello delle foto di repertorio.
CONCLUSIONI E CONSIDERAZIONI
La giornata si chiude con un bilancio di fatica e soddisfazione. I lavori monotoni sono stati portati avanti, il pozzo è stato messo in sicurezza, e la pizza è in fase di completamento. Il cantiere prosegue, tra gesti ripetuti e piccole vittorie, sempre con la consapevolezza che ogni passo, anche il più monotono, ci avvicina alla meta.


